Con Trinity un nuovo “modo” di fare e insegnare musica
22/05/2026
La musica non è soltanto tecnica o performance: è ascolto, crescita personale, consapevolezza e condivisione. Proprio per questo la vocal teacher romana Alessia Magalotti - attiva nella Capitale con una sua scuola di canto, Centro Trinity College London - ha voluto raccontare il valore di un percorso formativo che mette al centro gli studenti, le loro passioni e la possibilità di vivere la musica come esperienza autentica, tra studio, creatività e certificazioni internazionali.

Qual è la vostra filosofia nella formazione musicale degli studenti?
Cerchiamo di coltivare la passione degli allievi, accompagnandoli con serietà e professionalità. La musica richiede impegno e continuità, ma restituisce anche valori che restano per tutta la vita.
Quanto conta lo sviluppo dell’identità artistica dello studente?
È fondamentale. Ogni studente ha obiettivi diversi: c’è chi studia per passione e chi sogna di fare della musica una professione. Il nostro compito è aiutare ciascuno a trovare la propria voce, rispettando tempi, inclinazioni e ambizioni personali.
Perché avete scelto Trinity College London?
Perché offre percorsi chiari, accessibili e motivanti: proprio per questo dal 2021 siamo Centro Trinity. Il nostro obiettivo condiviso è aiutare studenti e famiglie a vivere la certificazione con serenità, senza perdere il piacere della musica.
In che modo integrate le certificazioni nel vostro insegnamento?
Apprezziamo molto il metodo Trinity perché non ci impone un metodo rigido o un modo prestabilito di studiare. Questo ci permette di mantenere la nostra identità e il nostro stile di insegnamento, pur avendo a disposizione tantissimi spunti, idee e materiali didattici di qualità. Ecco perché questo diventa una risorsa preziosa che arricchisce la lezione, lasciando però noi insegnanti liberi di guidare l'allievo nel modo che riteniamo più giusto.
Quanto è importante la struttura a Grades?
È una guida preziosa: permette agli studenti di avere obiettivi concreti e di vedere con chiarezza i propri progressi. Questo aumenta molto la motivazione. La nostra esperienza ci permette di cucire ogni percorso su misura per il singolo allievo, partendo sempre dall'obiettivo che vuole raggiungere. Ciò che ci distingue è che non seguiamo un rigido “metodo” uguale per tutti, ma abbiamo un “modo” di insegnare, molto più flessibile che mette lo studente al centro, adattandosi ai suoi tempi, ai suoi gusti, alle sue difficoltà e alle sue potenzialità.
E quanto conta il supporto del team Trinity?
Moltissimo! Oltre a fornirci moltissimi spunti su cui lavorare, con incontri di formazione sia online che in presenza e tantissimo materiale didattico il team si è sempre dimostrato a disposizione, con gentilezza e professionalità.
Come preparate gli studenti alla performance?
Si parte dalla tecnica, ma poi si lavora sull’interpretazione, sulle emozioni e sulla presenza scenica. Non vogliamo soltanto formare esecutori, ma ragazzi capaci di comunicare qualcosa attraverso la musica. Qui sta il meglio della nostra esperienza con Trinity: proporre un giudizio non solo per valutare, ma anzi per stimolare. Non si punta il dito sull'errore, ma si incoraggia il talento. Che sia un esame o un concerto, la musica resta un'esperienza da vivere in tutte le sue sfumature, e il nostro compito è aiutarli a godersi quel momento come una vera performance artistica.
Che ruolo hanno concerti e musica d’insieme?
Sono il momento in cui tutto prende vita. Lo studio si trasforma finalmente in esperienza condivisa, emozione e crescita.
Quali risultati osservate nei vostri studenti?
Non solo miglioramenti tecnici, ma anche una forte crescita personale ed emotiva. Alcuni hanno persino scelto di intraprendere una carriera musicale, come insegnanti o musicisti professionisti.
