Gli esami Trinity di lingua inglese. Più di un semplice esame

Secondo l’esperienza di Antonietta D’Introno e di Raffaele Nasti, Trinity College London Ambassadors per la loro attività pluriennale dedicata allo sviluppo e alla promozione delle attività dell’ente sul territorio nazionale, gli esami Trinity hanno avuto un impatto positivo sulla didattica e sull’apprendimento della lingua inglese nella scuola italiana… Ma non solo. Ne abbiamo parlato con loro in questa intervista doppia che vi riportiamo di seguito.

Antonietta: Per quanto mi riguarda, gli esami Trinity hanno rappresentato una fantastica opportunità di crescita professionale, permettendomi di cambiare radicalmente il mio approccio alla didattica. Come tanti insegnanti della mia generazione, infatti, prima di conoscere Trinity le mie lezioni privilegiavano la traduzione anziché la conversazione e l’aspetto comunicativo.

Invece, dopo aver sostenuto io stessa un esame GESE (Speaking & Listening) al termine di un corso di perfezionamento in Inghilterra, decisi di introdurre Trinity nella mia scuola – erano gli anni Novanta – intensificando in tale modo le attività che si concentravano sullo sviluppo delle abilità orali. Con mia piacevole sorpresa, riscontrai immediatamente un miglioramento in tutti i miei studenti. Fu così che decisi di impegnarmi ad aiutare i miei colleghi a organizzare gli esami di certificazione linguistica nella scuola pubblica.

Raffaele: Sono stato un convinto sostenitore degli esami Trinity di lingua inglese fin dal momento in cui, quando ancora lavoravo come insegnante nella scuola di Stato, li conobbi per la prima volta.

Alla fine degli anni Novanta, e con il Progetto Lingue 2000, tantissime scuole iniziarono ad aderire perché ne avevano intuito il grande valore sia per i docenti sia per gli studenti. Non è certo un caso che nella mia regione, la Campania, nel giro di pochi anni passammo da 700 candidati a quasi 70 mila.

Antonietta: Sono d’accordo con Raffaele e, anzi, vorrei proprio sottolineare come la ricaduta positiva sulle motivazioni non riguardi soltanto chi impara, ma anche chi insegna. Trinity, infatti, lascia totale libertà al docente nella preparazione degli esami, avendo fiducia nelle sue competenze e nella sua creatività, e non impone dei testi da seguire meccanicamente frase dopo frase.

Raffaele: A tale proposito, potrei riportare le testimonianze dirette ed entusiaste di tantissimi docenti della scuola italiana coinvolti da anni nella preparazione degli esami Trinity.

Allo stesso modo, studenti e famiglie sono contenti di veder premiati i propri sforzi e soprattutto di verificare come, grazie all’approccio comunicativo incoraggiato da Trinity, una volta sostenuta la prova d’esame i ragazzi siano in effetti in grado di comunicare in lingua inglese.

Antonietta: Alcuni anni fa il preside di una scuola in Abruzzo accolse l’esaminatore con tutti gli onori in quanto, come ebbe poi modo di affermare: “Con questi esami i nostri giovani hanno la possibilità di imparare l’inglese e di restare qui senza dover scappare all’estero.”

Raffaele: Grazie alle competenze comunicative acquisite in preparazione all’esame e al possesso di una certificazione internazionale che può vantare l’ampio riconoscimento di cui gode Trinity nel mondo accademico e in quello del lavoro, si aprono anche diverse opportunità professionali.

Antonietta: Credo che la struttura stessa dell’esame, che consiste in una conversazione one-to-one con un esaminatore che arriva dalla Gran Bretagna e che i candidati non hanno mai incontrato prima, lo renda un’esperienza umana reale e indimenticabile.

Dal livello equivalente ad A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento, l’esame Trinity inizia con un Topic, argomento, a scelta del candidato, sul quale il candidato stesso e l’esaminatore si scambiano, a seconda del livello, opinioni, idee, ricordi, desideri e sogni, proprio come accade nella vita reale. L’esame rappresenta quindi un’occasione in cui i ragazzi dimostrano concretamente ciò che sono in grado di dire e fare con la lingua inglese.

Raffaele: Chi sostiene con successo un esame Trinity è sicuramente in grado di comunicare al livello per cui è stato esaminato. Inoltre, per tanti studenti l’esame rappresenta un’esperienza di vita importante in vista di tante altre prove che si troveranno ad affrontare nel futuro: questa è una cosa che ribadisco sempre quando vengo invitato alle cerimonie di consegna degli esami Trinity e nella quale, da sempre, credo fermamente.