La musica in terra di confine: Fred Casadei e la sua scuola, la sede d’esame più a sud d’Italia

La scuola Musica Insieme si trova a Pachino (Siracusa) ed è la sede d’esame Trinity College London, per gli esami di musica Rock & Pop, più a Sud d’Italia. Abbiamo raggiunto il suo fondatore, Fred Casadei. Contrabbassista, musicista poliedrico, ha suonato in tante parti del mondo, con band e generi diversi, crede nella diversità come ricchezza per ognuno, motivo di crescita, di confronto.

Cosa significa per te essere la sede d'esame Trinity più a Sud d'Italia?

Devo dire che mi provoca sentimenti contrastanti: è sicuramente una sensazione speciale, siamo in una terra di confine, in tutti i sensi. A queste latitudini siamo portati alla scoperta, alla ricerca del nuovo. Ed io, professionalmente parlando, mi sono sempre mosso in questa direzione. Era inutile aprire una scuola di musica come tante altre, l'offerta formativa doveva essere necessariamente nuova. E sono stato anche parecchio fortunato perché ho trovato delle persone (gli altri docenti) con i quali siamo in perfetta sintonia, sempre. Ringrazio Francesco, Luca, Andrea, Beppe e Barbara perché formano un team insostituibile.


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Quando hai deciso di trasferire la tua grande passione per la musica agli altri dando vita alla tua scuola?

La decisione è scaturita dopo anni di insegnamento presso altre scuole private di musica. E sentivo che la mia esperienza, da musicista e da insegnante potesse portare una ventata di freschezza all'ambiente. Non ero ormai più d'accordo sulla gestione (pur legittima) delle scuole che stavo frequentando, serviva svecchiare ed avere, con gli allievi, un rapporto più diretto e complice. Le nostre lezioni non finiscono mai dopo la loro naturale durata, quel giorno a quell'ora. Con i ragazzi ci si sente sempre, ci chiedono consigli su un dato esercizio o brano da studiare, noi facciamo video o messaggi a loro supporto, sempre.

Cosa significa mettere i tuoi allievi al centro e cosa cerchi di trasmettere loro?

L'allievo al centro per me significa che prima di essere studente sei una persona ed io mi devo relazionare a questo, ai tuoi tempi, al tuo carattere, alle tue peculiarità. Possono sembrare cose scontate ma tutto questo, in altre scuole, non l'ho sempre trovato. Ogni persona è un individuo a sé stante, non è possibile basarsi su delle lezioni standard che vadano bene a chiunque. Per avere questo approccio bisogna però lavorare in un certo modo e non tutti sono disposti a farlo.
Più che trasmettere loro qualcosa cerco di tirarglielo fuori, aiutare a capirsi e a capire meglio le possibilità di uno strumento musicale, verso poi un discorso musicale più ampio, dove si arriva ad una visione corale della musica, non da bassista o batterista, ma da musicista.

Perché hai scelto le certificazioni di musica Rock & Pop Trinity?

Perché trovo il percorso Trinity molto diretto, pochi fronzoli. Il repertorio è davvero accattivante ed è per tutti i gusti. I diversi gradi sono magnificamente posizionati bene e si affrontano tutte le caratteristiche che uno strumento può offrire.

Ci sono anche studenti giovanissimi che frequentano la tua scuola, cosa significa per loro prepararsi per una certificazione?

Per loro è un traguardo, un obiettivo importantissimo. Una certificazione Trinity rappresenta un livello di preparazione riconosciuto legalmente ovunque. Anche per questo ho scelto Trinity, è un'offerta in più che la mia scuola vuole offrire a chi studia con noi.

Usi la certificazione Trinity anche come valutazione finale del percorso di studio dei tuoi allievi, per il passaggio da un livello?

Assolutamente! La certificazione, oltre ad attestare il livello di preparazione dei nostri allievi, attesta (e appaga) anche tutti noi docenti.

Cosa ne pensi degli esami digitali Rock&Pop?

E' sicuramente una grande opportunità che viene offerta loro. Per certi versi è anche più comodo (il tempo a disposizione, la logistica) ma preferisco comunque gli esami in presenza. Il pathos, il feeling, le emozioni le possono raggiungere solo in questo modo.

Hai introdotto gli esami di Music Theory e cosa ne pensi di questo esame?

Ancora no, ma ci stiamo pensando. E' una grande opportunità che coniuga conoscenze diverse che, al giorno d'oggi, impreziosiscono la crescita umana e professionale di una persona.

Ci racconti qual è il progetto più importante a cui stai lavorando adesso?

Il progetto più grande non esiste, abbiamo sempre finalizzato le idee nel lavoro della mia scuola, sul come migliorarla e migliorarci, anche in ambito sociale, non solo da un punto di vista puramente accademico. In questo periodo, ad esempio, abbiamo creato un laboratorio musicale gratuito per i bambini, per far si che possano scoprire strumenti musicali e cosa vuol dire suonarli. Un altro progetto al quale stiamo lavorando, insieme ad un gruppo di privati cittadini, è l'istituzione di una borsa di studio (indirizzata ai meno fortunati), per offrire un corso totalmente gratuito e per l'acquisto di uno strumento.

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