Trinity ISE, un esame che combina validity e reliability - intervista al Prof. David Newbold di Ca’ Foscari

Lo scorso 5 dicembre sono stati conferiti gli Honorary Awards del Trinity College London a individui che si sono distinti per aver contribuito con il proprio lavoro all’innovazione della didattica e dell’apprendimento della lingua inglese. Tra queste figure di alto profilo, sono state premiate due persone dall’Italia: il Prof. Luigi Berlinguer, ex Ministro dell’Istruzione, e il Prof. David Newbold. È proprio con quest’ultimo, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che abbiamo parlato del ruolo delle certificazioni linguistiche in ambito universitario e di possibili scenari che riguarderanno il futuro della lingua inglese come lingua franca globale e della valutazione delle competenze in lingua inglese.

Qual è stata la sua reazione alla notizia della nomina per il Trinity Honorary Award?

È stato un grande onore essere premiato insieme ad altre 5 persone che si sono distinte in campi quali la musica e la didattica della lingua inglese. Nelle motivazioni alla base del conferimento viene menzionato il mio contributo nel campo della ricerca sulla valutazione delle competenze linguistiche e la sperimentazione pratica della co-certificazione Trinity-Ca’ Foscari su quasi 1000 studenti negli anni compresi tra il 2005 e il 2017, un punto di contatto tra un ente certificatore internazionale e un ateneo universitario che al momento non ha eguali.

Il certificato Trinity-Ca’ Foscari era spendibile come prova delle competenze linguistiche acquisite e come tale sostituiva gli esami di lingua inglese all’interno dell’ateneo. Dal 2005, l’anno di inizio del progetto, la consapevolezza dell’importanza delle certificazioni è molto cambiata nelle università italiane. Ce lo conferma? 

Assolutamente sì, anche perché, a differenza di quanto accadeva diversi anni fa, la certificazione di lingua inglese non è più richiesta solamente agli studenti che vogliono iscriversi a un corso di laurea in un paese anglofono. 

Ormai, infatti, l’Italia si è aperta al mercato internazionale in vari modi. Per esempio, sul territorio nazionale sono stati introdotti numerosi corsi di laurea magistrale – ma anche triennale – in lingua inglese, il che ha due implicazioni. I docenti, siano essi native speaker oppure no, tengono le loro lezioni in inglese e, di conseguenza, gli studenti devono avere un livello di inglese che gli consenta di seguire le lezioni, ma devono anche poter interagire con i sempre più numerosi studenti stranieri che partecipano a progetti di mobilità transnazionale e che usano l’inglese come lingua franca

Le certificazioni Trinity ISE – che valutano le abilità di Reading & Writing e Speaking & Listening - sono riconosciute come prova delle competenze linguistiche da più di 3000 corsi di laurea in Italia, oltre 400 dei quali riconoscono anche le certificazioni Trinity GESE.

Si tratta di un numero imponente ed è giusto che sia così. Trinity ISE, a differenza di altri esami di certificazione, è stato concepito partendo dal Quadro Comune Europeo di Riferimento (CEFR o, in italiano, QCER). Ormai praticamente chiunque ha sentito parlare di sigle come B1 o B2 ed è a conoscenza dei livelli del CEFR. Il fatto di essere stato calibrato sul Common European Framework già dall’inizio è quindi un grande punto di forza dell’esame di certificazione Trinity ISE in ambito universitario.

Sempre a proposito dell’esame Trinity ISE, una cosa che apprezzo particolarmente è lo sforzo di mettere il candidato nelle condizioni di dare il meglio di sé durante la prova d’esame, rendendo così i risultati più affidabili, e di assicurare la validità anche  attraverso la struttura dell’esame, passando gradualmente da reading a writing attraverso il task intermedio di reading into writing. Lo ritengo un esame completo e al passo con i tempi, pensato e progettato in maniera davvero attenta.